Svolta sugli esami tossicologici: niente “guida alterata” per il conducente dell’auto. Prosegue l’inchiesta sullo schianto che ha ucciso Luis Borja Lopez

I test di secondo livello escludono cocaina attiva nel sangue dell’automobilista coinvolto nel tragico incidente, rilevando solo un metabolita inattivo. Restano però le indagini sulla manovra contestata e sulla dinamica in lungobisagno Istria: indagati sia il conducente dell’auto sia quello del mezzo pesante
Non stava guidando sotto l’effetto di sostanze psicotrope l’automobilista coinvolto nel tragico incidente di lungobisagno Istria costato la vita all’artigiano Luis Borja Lopez, 46 anni. Dopo la prima positività emersa con l’esame di screening, sono arrivati gli accertamenti di secondo livello, quelli che servono davvero a stabilire se al momento della guida ci fosse un’alterazione: l’esito ha escluso la presenza di cocaina nel sangue, evidenziando soltanto il metabolita inattivo. Un dettaglio tecnico che cambia il peso di quel primo riscontro, perché il test iniziale può segnalare una traccia nell’organismo senza dire nulla, da solo, sullo stato effettivo del conducente al volante; la conferma di laboratorio, invece, permette di distinguere tra assunzione pregressa e influenza reale sulla capacità di guida nel momento dell’incidente.

La precisazione, però, non chiude la partita. L’indagine prosegue e, per la tragedia, risultano indagati sia il conducente del mezzo pesante adibito al trasporto terra sia il guidatore dell’auto. Il camionista, secondo quanto riferito, viaggiava sobrio e con il mezzo in regola; la sua posizione rientra nel perimetro degli accertamenti tipici dei procedimenti per incidenti mortali, ma il fatto che il quarantaseienne morto schiacciato dalle enormi ruote sia caduto tra i secondi pneumatici della motrice e i primi del rimorchio farebbe pensare che il camionista si sia trovato Borja Lopez sotto il mezzo senza aver avuto alcuna parte nel sinistro_ a deciderlo sarà il giudice. L’attenzione maggiore, invece, resta concentrata sulla condotta attribuita al guidatore dell’auto, ritenuto responsabile di aver creato una turbativa alla circolazione con una manovra riconducibile all’articolo 154 del codice della strada, quello che disciplina cambi di direzione, cambi di corsia e altre manovre che devono essere effettuate senza provocare pericolo o intralcio agli altri utenti.

La dinamica, come spesso accade in questi casi, si gioca in pochi secondi e su dettagli che fanno la differenza: tempi di reazione, distanze, visibilità, traiettorie e posizionamento dei veicoli. L’ipotesi al vaglio è che, durante quella manovra, la moto guidata da Luis Borja Lopez si sia trovata in mezzo tra l’auto e il mezzo pesante, fino alla caduta e all’impatto fatale. Su questo snodo gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione che cosa sia accaduto, chiarendo se ci sia stato un contatto diretto oppure una perdita di controllo innescata dalla situazione creatasi in carreggiata. le indagini sono affidate al nucleo Infortunistica del reparto Sicurezza Stradale, guidato dal primo commissario Roberto Rogna.
Il punto fermo, al momento, è che il capitolo tossicologico è stato ridimensionato dagli esami di conferma: non emerge una condizione di guida sotto l’effetto di cocaina. Ma il resto dell’inchiesta resta aperto e ruota attorno alla manovra contestata e al nesso causale con l’esito mortale. Resta salva la presunzione d’innocenza sino a sentenza definitiva.
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